Diario ruvido - Alfabeto



Mi aggiro tra la narrativa tutta in disordine.
Due pomeriggi a settimana viene una signora anziana a darmi una mano. L'ha mandata il comune per trovarle qualcosa da fare.
Il suo compito è rimettere a posto i libri. Conoscenze richieste: l'alfabeto.
Il problema è che non sono mai riuscito a insegnarle la posizione delle lettere straniere. Dopo qualche tentativo ci ha dato a mucchio. JKWXY sono sempre state un mistero per lei. Così Kafka è finito tra Charlotte Link e Mann, Joyce tra Tolkien ed Uhlman.
Gli utenti di conseguenza hanno cominciato a riporre i libri seguendo lo strano corso della K e della W, mettendo fuori posto la L e la Z. La vecchia, a sua volta, ha ricollocato M e A dove le hanno piazzate gli utenti e così via, giorno dopo giorno.
E' stata una lenta entropia verso il caos totale. Dall'ordine al disordine, in un processo irreversibile.
E' una piccola biblioteca di provincia, ma è come l'universo. Pian piano si disperderà tutto, nell'irreversibile entropia dall'ordine al disordine.
E forse Dio è come l'anziana del comune: per quante cose sappia, gli mancano le K.

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