Diario ruvido - Donja

Dalla prima lettera di San Paolo Olivieri coinquilino. 
Quella sera io mi trovo stranamente allo Juta - un locale che non mi piace e io non piaccio a lui. 
Conosco questa Donja che mi chiede di riaccompagnarla a casa fino a Castelfranco. 
Sarà la minigonna, sarà che ho bevuto, sarà la minigonna - accetto senza pensare: "Va bene, ti riaccompagno a Castelfranco". 
Solo che appena entra nella mia macchina inizia ad agitarsi. 
"Portami a casa tua, non ci arrivo a Castelfranco". 
"Come non ci arrivi?" 
"Non ti ho detto che mi faccio di eroina e sono in astinenza". 
Stacco in nero. Scena successiva. Lei è in camera mia (che è poi la stessa di Paolo), è sul mio letto che suda, si gira e si rigira, ansima. 
Io sono sul divano che vi guardo dritti in camera con espressione assente. Aspetto il ritorno di Paolo perché Paolo avrà sicuramente una soluzione per tutto questo. 
Alle due di notte sento la chiave girare nella toppa - eccolo. 
"Paolo, abbiamo un problema. Si chiama Donja ed è in astinenza sul mio letto". 
Lui non dice niente. Affaccia la testa in camera, osserva qualche secondo la disperata e torna da me sempre zitto, battendo gli stivali con passi lenti. Pensa qualche istante, poi va in cucina. 
Sento che apre il frigo poi l'anta coi bicchieri. Torna col limoncino. 
"Be', allora beviamo", mi porge un bicchierino, "ci aspetta una lunga notte".

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