Diario ruvido - Serate 2



Lei fa il suo numero classico e salta su un tavolo. 
Qualcuno considera il gesto un po' troppo irriverente e si scatena il finimondo. Un'escalation di insulti e un tipo grosso, ma grosso davvero che la vuole menare. 
Loro sono in tanti, lei è da sola. Sa difendersi, dato che grida e insulta più forte di tutti. 
"Molto bene", penso, "si avvicina la rissa. Quand'è che verrò magicamente coinvolto in tutto questo?"
"Falla smettere" - mi grida uno. 
"Sì, falla smettere" - gli fa eco un altro. 
"FALLA TACERE!" - incalza il terzo. 
Sono tutti incazzati e allora tento la mossa dell'esorcismo. Le appoggio una mano sulla testa e dico due o tre formule a caso. Si calma e mi sorprendo io stesso delle doti magiche del rito. Ma dopo un minuto riprende a inveire e le botte sembrano inevitabili. 
"Portala a casa o finisce male" - mi grida uno. 
"Sì, portala a casa!" - gli fa eco il secondo. 
"PORTALA VIA!" - incalza il terzo. 
Mi chiedo quale dio sornione stia decidendo di coinvolgermi sempre in situazioni tanto metafisiche. 
Ricevo qualche spintone anch'io perché a tutti i costi bisogna che io la porti a casa. 
"No ragazzi, adesso finisco la mia paglia con calma, finisco la mia birra con calma e poi forse la porto a casa. Anzi, siccome guida lei è lei che magari porta a casa me". 
Il tipo grosso e buzzurro fa per menarla, ma lei scappa come un gatto e continua a provocare. E' una scena stupenda, quest'omone che tenta invano di spaventare una irrazionale performer di professione. 
Me ne starei ore ad osservare l'incredibile danza. Finisco la paglia. Finisco la birra. La chiamo. 
"Va bene dai, andiamo". 
"Mi hanno afferrata per il collo", si lamenta salendo in macchina. 
"Non ti hanno capita".

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