Diario ruvido - La relatività del tempo

Stazione di Bologna, sono le 2 di notte. 
Tre ore tre per il treno che mi porterà a casa. Mi dirigo alla sala d'aspetto. Dai, ho un libro con me, mi passerò il tempo. 
Invaso dalla puzza di piedi, scoregge e corpi in decomposizione mi dico che no, io non sono come loro, ho una mia dignità. Esco e cammino al gelo. 
Piove, ho un ombrello rotto e uno zaino che pesa come la Treccani con tutti gli aggiornamenti dall'86 a oggi. Cammino fino a Via Zamboni per scaldarmi, i locali stan tutti chiudendo - era così la vita a Bologna? - prendo una birra, da bere in fretta che chiude anche qua. 
Faccio il giro più lungo possibile per perdere tempo, mi perdo, mi ritrovo, mi sembra di camminare da una vita così torno alla stazione, dai che finalmente ho il treno. 
E poi ecco, mancano ancora 2 ore.

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