Diario ruvido - La gara delle seghe (Inedito del 1997)

ATTENZIONE: il seguente manoscritto è altamente, assolutamente volgare e scritto sotto l'effetto di droghe leggere, siete avvertiti. Gli effetti eccitativi ch’esso potrebbe arrecare al sesso femminile si consiglia di sfogarli sull’autore.

Il palazzetto dello sport era gremito: oltre 25.000 persone e diretta TV in 128 paesi per assistere all’unica, all’originale

GARA DELLE SEGHE

I concorrenti erano una cinquantina, da ogni angolo del mondo, ma già l’attenzione si concentrava su tre di essi: Von Kellow, svizzero, soprannominato il monte bianco, già detentore di tre guinness dei primati: l’uomo dalle occhiaie più lunghe (fin poco sotto i pettorali), il guinness dei baffi più lunghi (anch’essi fin poco sotto i pettorali, ma avvolti a spirale intorno alle occhiaie) ed il guinness dei primati (per la sua straordinaria somiglianza alle scimmie). C’era poi Ursulo, dal nord-est della Finlandia, detto l’ombrello color porpora, 8 dita per mano, muscoli talmente sviluppati da possedere una propria intelligenza artificiale e così tanti peli sulle spalle che il W.W.F. li ha dichiarati zona protetta in quanto dotati di capacità respiratorie. C’era inoltre Andy, un californiano gay, noto come il tappo, il cerotto o il silicone sigillante, per il suo vizio di non lasciare mai spifferi aperti.
La gara ebbe inizio, si trattava di stabilire il record di seghe in una giornata. La prima sega fu per molti una passeggiata, in pochi non superarono questa prima tappa, tra di loro un certo Pareze Mummocc che, avendocelo lunghissimo e pieno di tornanti, dopo un ora aveva fatto fare alla sburra solo il 15% del cammino. Diversi spermatozoi si giustificarono dicendo di aver incontrato una fittissima nebbia nel tratto poco sopra i maroni, ma nessuno crebbe a questa storia. In queste prime fasi i campioni erano un vero esempio di classe: Von Kellow s’accarezzò il pene con un sottilissimo filo di seta indiana e quello gli bastò, Andy diede vita ad una simpatica fontanella di sburra per far felici i bambini, mentre Ursulo guardò serio e con aria di comando il proprio pene che subito capì ed eiaculò. Un leggero panico si diffuse tra il pubblico quando Trobusto Markgiovanni, più australopiteco che uomo, emise tutto il proprio sperma (che già da tre mesi conservava per questa competizione) in quella prima eiaculazione senza preservarne per le successive: una spettatrice in prima fila venne completamente sommersa e morì inghiottita da quella stracciatella grumosa. Perlomeno morì sazia, felice, con la pancia piena (e questa, francamente, potete interpretarla come vi pare).
Alla seconda sega un tale del Pakistan scambiò l’attributo di un altro per il suo, agevolando il compito al tizio e finendo fuori tempo massimo quando tentò di rimediare essendosi accorto dell’inconveniente. Andy si divertì molto dell’accaduto. Trirezza Capacarico, un tipo che si impegnava più di ogni altro, strofinò con tale vigore il proprio pene che questo si scaldò moltissimo tanto che ne uscì un'eiaculazione ben cotta che pareva una frittata albina.
Alla terza sega i dilettanti iniziarono ad avvertire le prime difficoltà. Molti fecero ricorso ai fumetti giapponesi porno che già si diffondevano nel palazzetto dello sport. A Von Kellow bastò ispirarsi ad una crepa che vedeva nel muro, ursulo usava ancora solo due delle sue 16 dita ed Andy rinfrescò i calorosi tifosi con una graditissima eiaculazione a pioggia. Grande stupore suscitò Sausages Andbacon, un quarantennne al quale in volto si erano formati veri e propri canyon tra un poro e l'altro (sarei curioso di sapere come ve lo immaginate). Il suddetto Sausages era alto un metro e cinquanta, ma aveva un pene lungo un metro e dieci: si eiaculò direttamente nelle narici, soffocando.
La quarta sega fece la fortuna di un neozelandese che si era messo a vendere riviste pornografiche, ma, nonostante ciò, una gran massa di concorrenti dovette abbandonare. L’impegno iniziò ad emergere anche nei campioni: Von Kellow si aiutò sfogliando l’elenco del telefono, mentre Ursulo ritenne utile cantare l’inno nazionale finlandese e da esso trasse il ritmo. I giudici dovettero cominciare a tener gli occhi bene aperti giacchè non mancò chi iniziava a ricorrere a sporchi trucchi. Venne difatti squalificato Cisl Uil, tibetano basso e astuto, il quale avendo esaurito il proprio liquido seminale si stava iniettando direttamente in vena quello che un altro concorrente aveva prodotto durante una sega precedente, così da avere nuove scorte su cui contare.
La quinta sega segnò l’entrata in gioco dei monitor e delle videocassette porno. Un giovane promettente che si era distinto nelle fasi precedenti, un certo Tazzori Marcolince, molisano, perse per sfortuna: stava guardando “l’incesto lesbo”, ma nel momento di maggior slancio apparve una sovraregistrazione, una puntata di "porta a porta" e la sua giovane foga si spense così. Non eiaculò mai più. Uno scienziato ancora presente in gara aveva anch'egli esaurito la sburra e così creò segretamente e in pochi secondi sperma sintetico mescolando insieme ingredienti che teneva in apposite fialette: acqua minerale, vernice bianca, sabbia, zucchero da cucina, marmo di Carrara gratinato, senape, fermenti lattici dello Yomo, fecola di patate, mucillagine, Vernel, un uovo. Ovviamente ci si accorse dell'inganno ma si fece comunque un esperimento fecondando una volontaria con il composto: nacque Berlusconi già sessantenne, il quale salutò tutti con cortesia e partì diretto al nord, vomitando sperma e infilandocelo nel deretano (la mia volgarità lascia me stesso basito, mi scuso con i bambini che stanno leggendo: perdonatemi se ho insozzato la frase precedente con la parola “Berlusconi”).
Dopo la sesta sega, che segnò lo staccamento del pene degli ultimi tenaci, restarono in gara solo Von Kellow, Andy, Ursulo e Brodo, un ciccione che dalla stanchezza già sudava maionese.
Alla settima tappa iniziarono le prime sofferenze: Von Kellow assoldò una svedese bellissima per fargli uno spettacolo hard-propulsivo, Ursulo usava già 10 dita e si rimproverò di aver bevuto 6 bottiglie di vodka alla mela prima della gara, Andy assoldò Ursulo per uno spettacolo hard-propulsivo e Brodo, che non teneva il passo, dopo uno sforzo immane eiaculò stracchino scaduto. Brodo veniva dal sud della Francia e i parenti a casa piangevano.
Ottava sega: Von Kellow necessitò di uno spettacolo super-volgare che venne inscenato da tutta la squadra femminile di pallanuoto spagnola, Andy fece chiamare Ricky Martin, mentre Ursulo mise un panno imbevuto d’acido solforico nel forno e, rovente, se lo avvolse attorno al pene: utilizzò ben 15 dita. Brodo, con gli occhi imbevuti di sangue, eiaculò ossigeno e anticorpi.
La nona sega fu tremenda: a Von Kellow apparve in visione lo sciatore Michael Von Gruenigen che frustava un bue grasso, sentì le costole tirargli in dentro la gabbia toracica e ad ogni movimento della mano gli si accorciavano i baffi di 5 centimetri. Andy si sforzò immensamente per pensare a tutti i buchi del mondo, da quelli dell’hemmental che segnarono la sua gioventù a quello della diga olandese che rischiava d’allagare la nazione. Ursulo prese una morsa in lega d’ottone e piombo, se la strinse sul pene e l’attaccò ad un motore per locomotive russe. Brodo sentì le proprie guance rientrargli nella bocca, perse la pelle del collo e delle spalle ed eiaculò il proprio intestino tenue.
Alla decima sega il dolore dei 4 concorrenti di tranformò in un nugulo denso e compatto di color nero-metallo che gli spettatori stessi potevano toccare: Von Kellow si fece portare un allevamento di stalloni argentini e fighe brasiliane per un totale di 37 tonnellate di sesso duro e rabbioso, Andy si fece costruire nel palazzetto una camera fatta di bicipiti e cosce di culturisti, vi entrò e da lì dentro s’udirono uscire grida strazianti. Ursulo fu costretto ad utilizzare il suo mitico 16° dito, fatto non di carne ed ossa, ma di potenza pura allo stato brado: era fluorescente e consentì ad Ursulo, con uno sforzo terribile, di eiaculare vov. Brodo, intorno al quale si era formata un’aura di sangue vaporoso, implose in se stesso dando vita a un buco nero.
All’undicesima sega Andy sentì che ad ogni movimento della mano la sua pelle si essiccava, ma, non-curante del pericolo continuò: si incendiò, dando origine ad una apocalittica ondata di calore seguita da un tornado fatto di sudore e chanel N°5 che partì per l’Indonesia, seminando morte e distruzione. Von Kellow legò strettissimo il pene alle pale di un elicottero, ordinò di farle girare ed assoldò un terrorista perchè intanto cercasse di sparargli alla cappella con un potente mitra. Alla fine una cordata composta da sei spermatozoi sbiancati e rinsecchiti riuscì a venir fuori e il giudice disse che bastavano. Ursulo, che si era ormai trasformato in una specie di minotauro viola coi cingoli al posto delle zampe, s’inserì una mano nel petto e, strappatosi 2 costole, ne fece uno strettissimo anello che calò nell’amianto fuso e strinse attorno al pene. Si fece poi portare un nocciolo termo-nucleare, vi entrò e da lì dentro uscirono due onde radioattive, Satana e due giganteschi spermatozoi delle dimensioni di una mucca che spaccarono un muro e se ne andarono chissà dove.
Alla dodicesima sega Von Kellow infilò l'attributo in un'aspirapolvere da lui congegnata che superava di cento volte la potenza di un'aspirapolvere domestica; si inserì in una camera pressurizzata alla quale fece un buco che cominciò a risucchiare con forza immane l'aspirapolvere che si trovava anch'essa al suo interno; la stessa camera pressurizzata era a sua volta contenuta in un'altra più grande dalla quale veniva aspirata fuori per mezzo di una ventosa del diametro di sedici metri, azionata da due propulsori mossi da bombe ad idrogeno che esplodendo la spingevano avanti e indietro. Il tutto inserito nella proboscide di un mammuth alto come un brachiosauro che chissà da dove cavolo veniva ma che intanto tirava su col naso, aspirando tutta l'atrezzatura e mostrando espressioni da cocainomane. Von Kellow si auto-eiaculò, nel senso che si rivoltò come un calzino e questo non fu piacevole né per lui né per noi. Ursulo, impugnata una sega da boscaiolo, segò via il proprio pene accompagnando il gesto con urla da Tarzan. Fatto ciò inserì il moncherino (del peso di quattordici chili) in un tritacarne accompagnando l'azione con urla da arpia: ne ottenne un ragù denso. Successivamente mise il macinato nello spremiagrumi sottolineando l'atto con urla da cheerleader. Ne venne fuori un succo grigio che presto Ursulo frullò, shekerò e distillò con un apparecchio molto costoso. Gocce di sperma... ciò che ne risultò furono gocce di sperma che ancora il pene aveva conservato in sé.
Alla tredicesima sega non so dirvi cosa accadde perchè, forse per il buco nero, forse per l’uragano, forse per i violenti spermatozoi giganti, forse per una enorme nuvola rossa ed elettrica che poi si generò dal palazzetto dello sport, la terra esplose in una gigantesca nebulosa di sperma dalla quale prese poi forma un pauroso ed immenso fantasma vorace che si mise a girar per l’universo, divorandolo. Ragazzi, andateci piano con le seghe!


La censura ha proibito l’utilizzo nel testo dei seguenti vocaboli: concavità intercosciale, rientranza infragluteale, tette annegate nello sperma, culologia, capezzolame, scrotuccio, ass-maker, culissimo, clitoridarietà, vulvofobia, imenefagia e cazzocrazia che, certo, avrebbero abbellito questo depliant.

Nel prossimo capitolo del seguente necrologio scopriremo la connessine tra inconscio e mitologia, cosa si intende per inconscio collettivo e come interpretarlo nella terapia.

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