Diario ruvido - Italiani

Ieri sera.
Emiliano sta segando con un fusibile il lucchetto della bicicletta. 
Questo in mezzo a Piazza Pomposa, inondando di puzza, scintille e casino tutti gli spettatori - che applaudono. 
Sì, perché si forma un drappello di curiosi a guardare sto qua che distrugge un lucchetto. Ovviamente e lo metto maiuscolo, OVVIAMENTE, arriva la polizia a guardare la scena, a braccia conserte. 
Sto qua che disintegra il lucchetto di una bici tra odore di bruciato e fuoco. Per sdrammatizzare vado da uno dei poliziotti e gli dico "la scena è grottesca". 
Lui mi squadra e analizza la mia giacca coi gradi, cosa che sarebbe illegale indossare. "Anche la tua giacca è grottesca". Ci mettiamo a ridere. 

Stamattina.
Esco a fumare una paglia fuori dalla biblioteca nella mia tipica tenuta da lavoro: smanicato di jeans e stivali texani. 
Una stangona tacco 12 (che significa 12 paia di palle da infilare come spiedini tutti in una volta) limona imprenditore panzone della bassa quarant'anni più vecchio. 
Nel frattempo il fornaio abborda attempata casalinga in cerca di pagnotte e filoni di grandi dimensioni. 

Quello che i popoli nordici non capiranno mai del mediterraneo è che fondamentalmente della crisi non ce ne fotte un cazzo. A differenza loro ci divertiamo poi lo stesso.

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