Diario ruvido - Archeologia della sega

Non potendo tenere in casa cassette palesemente porno (e comunque non avrei nemmeno saputo procurarmele) dovevo puntare sui film seri con qualche scena di cosce o ancora meglio sperare che la fine della registrazione andasse a beccare l’inizio del film in seconda serata, una di quelle mezze-porcate con Banfi o Vitali. 
Coi genitori ero a posto, io avevo registrato il film prima, tipo uno 007 che non avrei cagato di striscio. Ma il difficile veniva dopo. Fare il fermo-immagine sull’unico fotogramma del film davvero spinto. Solo che quel vecchio registratore mica si fermava proprio quando schiacciavi il tasto, col cazzo. Andava avanti altri 7/8 fotogrammi e spesso cadevi non sulla gamba nuda, ma sul pavimento anonimo o su un’immagine talmente mossa che quel rosa poteva benissimo essere una tetta o la pelata di Banfi. 
E allora avevo raggiunto un’abilità incredibile a calcolare i fotogrammi, a schiacciare “pausa” venticinque centesimi di secondo prima del capezzolo. 
Youporn sarebbe arrivato 15 anni dopo.

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