Diario ruvido - Professoresse



La faccia stronza (una storia vera). 
Sono qui per raccontarvi la lunga e incredibile storia della faccia stronza. 
Tutto partì dieci minuti fa in quella ridente, amena e per niente balneare località di nome Nonantola. 
Dovete sapere che in biblioteca entra gente di tutte le età e di tutti i sessi, ma per uno strano caso statistico non sono mai entrati individui femmina di anni 58, ma questo non c'entra un cazzo con la storia della faccia stronza. 
Nell'assolato pomeriggio di fine gennaio entrò ormai 12 minuti fa (ci ho messo ben due minuti a formulare le cazzate qui sopra) una professoressa di anni 59 che guarda caso non ne aveva nemmeno lei 58 continuando a confermare la fortuita statistica di cui non ce ne sbatte una minchia. 
Questa gentile professoressa di cui non diciamo il nome e che per convenzione chiamerò Mario Baldano cambiandole pure sesso mi chiede testuali parole: "Vorrei fare un corso di computer". 
In queste parole non c'è poi niente di speciale non fosse che credo che Mario abbia detto compute senza la R in fondo, ma non ne sono sicuro. Be', chissene, la cosa interessante non era questa. 
Quando le chiedo cosa le servirebbe approfondire lei mi fa - di nuovo testuali parole - che poi non sono testuali ma vocali dato che mica si rivolgeva a me scrivendo, ma lasciamo stare: "Devo imparare a scrivere. Ora ci fanno mettere i voti dentro tabelle e non so come si fa".
Ecco, insomma, è a quel punto entra in gioco la mia più volte citata, potente e lapidaria faccia stronza.

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