Diario ruvido - Arte contemporanea



Ossa fighe cristi cazzi sangue pop-art post-art post-pop post-cazzi post-ossa post-fighe avant-cazzi avant-Cristo, prima e dopo Cristo, prima e dopo cazzo. 
L'arte contemporanea dovrebbe fare un passaggio in più. 
L'arte è già uscita dalle cornici e ha rotto più schemi di quelli che esistevano. 
Manca un passaggio. L'artista senz'opera. 
Ormai uno è giudicato artista senza che nessuno sappia cos'ha scritto, cos'ha fatto, cos'ha detto. Solo per i suoi atteggiamenti, i suoi vestiti, il sentito dire. E non c'è niente di male in tutto questo. A nessuno frega niente delle opere. La gente vuole il viveur, l'artista della vita. 
Prendiamone atto. Facciamo una mostra di artisti senz'opere. 
"Questo è Bill, da sbronzo ha menato un tipo molto grosso l'altra sera". 
"Sì, ma cosa fa - scrive, suona?" 
"Cosa te ne frega - è Bill, ha menato un tipo davvero grosso!" 
"E questo è Boris, guarda che cappello eccentrico che porta". 
"Che quadri dipinge, paesaggi, roba astratta?" 
"Ma che ne so, tu guarda il suo cappello eccentrico perdio!"

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