Diario ruvido - Harmony

Sono già due ore che non fumo e adesso è proprio il momento di.
Sono anche due ore che non entra nessuno, quindi esco a fumare L'ULTIMA sigaretta del pacchetto perché non arriverà qualcuno proprio adesso, negli unici cinque minuti di fuoco dopo centoventi di secco.
Eccola.
E' una vecchia con foulard rosa e borsa della spesa, attratta dal primo segnale di fumo lanciato dalla mia proboscide accesa, calumet di fratellanza tra me e me stesso.
Appoggio la paglia, costretto a rientrare. La nonnina non dice niente, si avvicina ai rosa stile Harmony seguendo l'autostrada a un'unica corsia del suo gusto immutabile, mentre io penso alla mia sigaretta che si sta consumando sotto il sole di maggio, come il pene ghiacciato di un pupazzo di neve.
Osservo la vecchia studiare ogni copertina e ogni retro e voglio
gridarle “Dai cazzo! Son tutti uguali, una storia d'amore con tinte nostalgiche, non stai scegliendo l'argomento della tesi, son quarant'anni che leggi quelle stramaledette storie della marchesa che va col giardiniere, cosa avrà ancora da dire sto giardiniere non lo so, so solo che ha coltivato una generazione di vecchie che la maturazione l'han superata da un pezzo, altro che pesticidi, quel giardiniere ha avvelenato il buon gusto – l'amore è il pesticida della decenza!”.
E lei sembra rallentare ancora di più e la sigaretta sarà già mezza andata. Forse ha scelto, Dio sia lodato, e invece no, torna indietro, non è convinta “Cosa c'è ancora? Cosa mai ci sarà di così sconvolgente nei tuoi rosa della buonanotte? Finalmente il giardiniere si tromba il marito della marchesa e lei li trova a letto insieme dilaniando il cranio a entrambi?”
Il tormento si conclude. La cariatide arriva col suo bel trofeo "Sul mare in punta di cuore" e glielo registro a tempo di record. Corro fuori, ci sono ancora due minuti di meritata nicotina e puntuale come come l'Arcangelo Gabriele suona il telefono. Mi fiondo in ufficio.
“Sì, gliel'ho detto, chiudiamo alle 19, sì! Alle 19, sì, ok, ALLE DICIANNOVE, MI SENTE? CHIUDIAMO ALLE DICIANNOVE! Sì, bene, salve”.
Fuggo fuori e sono rimasti due tiri. Gli ultimi due tiri di un lungo pomeriggio senza tabaccai e cosa succede? Arriva lui, un ragazzino che non arriva ai sedici e questo gnomo spuntato da una crepa della terra mi chiede se gli lascio gli ultimi due tiri.
“Toh', ammazzati”.

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