Diario ruvido - Comandamenti




Che a pensarci il primo comandamento è beota. Cioè, il primo, la cosa più importante di cui Dio voleva raccomandarsi. Non avrai altro Dio. 
Grazie. 
No, ma me la vedo la gente che crede al Dio cristiano, Zeus e Visnu simultaneamente. 
Delle due l'una: o Dio considera gli uomini dei decerebrati totali o dà per certo il fatto che esistano realmente altri dei. Ma anche in questo caso la raccomandazione è futile, come dire non tifate per Juve, Milan e Inter insieme.



Ecco che Mosè scendeva zompettando dal Sinai con le tavole in mano. 
"Oh regaz, fine della pacchia, ho qui della roba da fuoco che... ma che cazzo è quello?" 
"Il vitello d'oro capo, noi si adora questo adesso". 
"Cazzo, ma ce la fate a star due giorni senza creare idoli?" 
Stacco su due matusa che stan fondendo l'ippopotamo di rame. 
"Be', fatemi controllare sti comandamenti... SFIGA. Avete infranto proprio il primo! Ora son cazzi".
"Sì, ma cazzo ne sapevamo? Cioè, possono mica essere comandamenti retroattivi". 
"Ho paura di sì - proprio il primo, qui son legnate!" 
"Senti Mosé, stavamo così bene con sto vitello che non dice e non fa niente" 
"E non dimenticare l'ippopotamo!" 
"Eh, dicevo, con sto vitello e sto ippopotamo - e tu vieni a romperci i coglioni. Ammazziamolo raga!"
"Spetta, fa vedere. Non uccidere! E' scritto qua. E' chiaro, inconfutabile". 
"Sticoglioni! Una sega posso farmela?" 
"Ci sarebbe sta cosa degli atti impuri". 
"Va be', atti impuri è interpretabile". 
"Approvo. Tutti d'accordo che gli atti impuri significano mangiare con le mani? Bene, sega collettiva raga!"

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